F.A.Q.

L’Assicurato deve avvisare l’Assicuratore per iscritto di fatti o circostanze che costituiscano un aggravamento del rischio; parimenti, qualsiasi diminuzione del rischio va segnalata all’Assicuratore in quanto potrebbe portare ad una riduzione del premio.

Le Compagnie di Assicurazione sottopongono agli Assicurandi un questionario in cui viene richiesto all’Assicurato se sia a conoscenza di essere incorso in responsabilità professionali, se sia stato destinatario di una richiesta risarcitoria o lettera di contestazione, etc.

Sì, secondo due tipologie: la libera prestazione di servizi (Lps) e la libertà di stabilimento. La Lps è l’attività esercitata in Italia da una compagnia assicurativa senza disporre di una stabile organizzazione, e sarà soggetta all’ authority del Paese in cui ha la sede sociale. Il principio della vigilanza del Paese d’origine, vale anche per le compagnie presenti in Italia in regime di libertà di stabilimento. In questo caso le compagnie estere hanno una sede secondaria stabile nel Paese ospitante con a capo un Rappresentante Generale.

Ogni professionista del mondo sanitario deve scegliere il massimale più vicino alle proprie esigenze e in base alla propria attività professionale. Il massimale dovrà essere adeguato alla attività propriamente svolta dal medico di modo da garantire allo stesso l’effettiva copertura del rischio professionale, evitando spiacevoli sorprese in caso di eventuale sinistro. Ogni medico, a seconda delle caratteristiche del suo ruolo professionale necessita di massimali più o meno alti e di un profilo assicurativo specifico che garantiscano un’adeguata protezione del rischio professionale.

Nei reparti di Ortopedia si registra il maggior numero di incidenti (13,3%), seguito da quelli di Pronto Soccorso (12,6%), Chirurgia Generale (10,4%), Ostetricia e Ginecologia (7,5%), Medicina Generale (3%) e Anestesia (2,6%). Il campione si riferisce ai reparti e non ai singoli specialisti. La malpractice è spesso infatti l’effetto combinato di errori o disattenzioni attribuibili, a vario titolo, ai diversi componenti delle equipe, e ripartire le rispettive responsabilità può risultare non agevole.

Quando la formale richiesta di risarcimento viene notificata all’Assicurato. La richiesta può avvenire in due modi: l’azienda sanitaria (o la sua Società Assicuratrice) comunica la messa in mora all’Assicurato o manifesta a questi di ritenerlo responsabile per danni o perdite cagionati da fatto colposo o da errore od omissione attribuiti all’Assicurato stesso a titolo di colpa grave; oppure, l’Assicurato viene invitato a dedurre o è citato in giudizio dinanzi alla Corte dei Conti.

Fra il giorno in cui si è verificato il danno e quello in cui avviene in concreto il risarcimento (dopo tutti i gradi di giudizio e relativa tempistica legale) passano in media 10 anni, volendo considerare anche eventuali ritardi tipici della giustizia italiana: solo a questo punto viene coinvolta la Corte dei Conti.

La polizza copre le richieste di risarcimento avanzate per la prima volta contro l’Assicurato durante il periodo di validità della polizza, purché l’atto illecito da cui derivano sia stato commesso durante il periodo di validità della copertura (retroattività inclusa), e non siano già noti all’Assicurato. L’Assicurazione non copre le richieste di risarcimento avanzate una volta terminato il periodo di copertura indicato nel contratto, anche se causate da atti illeciti commessi durante il periodo di validità della stessa.

Mentre la polizza RC Professionale rimborsa il danno professionale, l’Assicurazione comprensiva di tutela legale (chiamata anche di tutela giudiziaria) consente di rimborsare le spese sostenute per la chiamata dell’avvocato di fiducia liberamente scelto dal medico, e di consulenti e periti che intervengono prima, durante e dopo un eventuale processo civile e/o penale relativo a fatti riguardanti l’attività professionale del medico.

Gli errori e le negligenze che rientrano nella copertura assicurativa vanno dalla scorretta o non tempestiva diagnosi della patologia del paziente agli errori di compilazione della cartella clinica, dal mancato riconoscimento di un’emergenza chirurgica agli errori nella prescrizione di una terapia.

Il contratto dovrà avere una garanzia cd. pregressa, o retroattiva, per far sì che il professionista sia garantito dai danni commessi prima di essersi assicurato. Ad esempio, un medico che inizia la sua attività nel 2010 e sottoscrive per la prima volta una polizza nel 2014, dovrà stipulare un contratto con almeno 4 anni di retroattività per non rischiare di rimanere scoperto.

Il medico, innanzi a un paziente che deve esser sottoposto a cure, ha libertà di scelta sulla terapia, fermo restando che il paziente deve essere informato e concordare sulla stessa. La scelta, inoltre, deve essere fatta sui metodi e sulle terapie approvate dal mondo scientifico. Qualora il medico scegliesse, in alternativa, un rimedio che non rientra tra quelli scelti dalla scienza medica, sarebbe accusato di colpa grave.

L’Assicurato ha l’obbligo giuridico di informare correttamente la Compagnia e quindi di dichiarare ogni circostanza a lui nota. Gli aggravamenti di rischio non accettati o non conosciuti dall’Assicuratore possono comportare la perdita totale o parziale del diritto di indennizzo nonché la stessa cessazione dell’Assicurazione.

Il medico dipendente è coperto dall’Assicurazione stipulata dall’ente presso cui lavora. Tuttavia, alla luce delle sempre più numerose richieste di risarcimento, e considerando che la colpa grave è esclusa dalla copertura fornita dall’ente, al medico dipendente conviene sempre stipulare una polizza personale comprensiva di tutela legale.

Sì. L’introduzione dell’obbligo di assicurarsi, per i professionisti sanitari, è esteso anche ai medici neolaureati e a chi risulti appena abilitato alla professione ed è quindi ancora privo di esperienza consolidata.

Sì. L’obbligo assicurativo, in vigore per i professionisti sanitari, è esteso anche ai medici tirocinanti.

La responsabilità contrattuale che scaturisce dalla malpractice segue la regola del “doppio binario”. Può essere fatta valere in sede civile (per il risarcimento del danno) e in sede penale (nei casi più gravi che sostanzialmente implicano la colpa grave o il dolo).

La medicina difensiva si verifica quando i medici ordinano test, procedure e visite, oppure evitano pazienti o procedure ad alto rischio, principalmente (ma non necessariamente) per ridurre la loro esposizione a un giudizio di responsabilità per malpractice. Quando i medici prescrivono extra-test o procedure per ridurre la loro esposizione a un giudizio di responsabilità per malpractice, essi praticano una medicina difensiva positiva. Quando essi evitano certi pazienti o procedure, essi praticano una medicina difensiva negativa.

La colpa grave, a differenza del dolo e dell’illecito, consiste nell’atto in cui manca il dovere di diligenza e attenzione – richiesto al medico nell’esercizio della professione – e che causa un danno a terze persone. Il danno sarà quindi provocato dalla negligenza, imprudenza o inosservanza delle leggi o dei regolamenti imposti dalla P.A. o dei regolamenti interni dell’Ente presso cui il professionista lavora.

Gli “atti invasivi” sono quelle procedure che comportano il prelievo cruento di tessuti per indagini istologiche e quelli che comportano una cruentazione dei tessuti per l’introduzione di idoneo strumentario all’interno dell’organismo ai soli fini diagnostici. La maggior parte delle compagnie tende a prevedere polizze di RC professionale più onerose per il medico che nella sua attività pratichi atti invasivi, perché questi aumentano il rischio di errori.

Per “postuma” si intende il maggior periodo concesso dagli Assicuratori per la notifica di richieste di risarcimento dopo la scadenza della polizza.

La “garanzia pregressa” è molto importante nella polizza RC del medico, in quanto copre le richieste di risarcimento relative ad errori commessi prima di stipulare la polizza.

L’ultrattività garantisce la copertura delle richieste di risarcimento pervenute dopo il termine del contratto, a condizione, però, che l’evento dannoso sia accaduto durante la vigenza dello stesso. Il periodo di ultrattività dovrebbe, per prudenza, essere pari al periodo della prescrizione di legge.

Il massimale rappresenta il limite di estensione della prestazione assicurativa, ovvero l’esposizione massima al rischio da parte dell’Assicuratore. Il massimale indicato in polizza (massimale aggregato) costituirà nell’anno assicurativo la massima esposizione dell’Assicuratore per tutti i sinistri denunciati dall’azienda per tutti i dipendenti.

E’ la formula assicurativa che regola l’operatività di polizza secondo i seguenti criteri: la polizza copre tutti i sinistri dei quali l’Assicurato abbia avuto conoscenza dopo la stipula della stessa e fintanto che la medesima è in vigore. L’evento dannoso che ha originato la richiesta di risarcimento deve essere avvenuto nel periodo di retroattività concesso.

Ai sensi dell’art. 2055 del Codice Civile, se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno. Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall’entità delle conseguenze che ne sono derivate. Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguali.

Per “evento avverso” si intende un evento inatteso correlato al processo assistenziale e che comporta un danno al paziente, non intenzionale e indesiderabile. Per “evento sentinella” si intende, invece, un evento avverso di particolare gravità, potenzialmente indicativo di un serio malfunzionamento del sistema, che può comportare morte o grave danno al paziente e che determina una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio Sanitario.

Oltre alle usuali limitazioni di polizza rappresentate dalla franchigia e dal massimale, la S.I.R. costituisce un ulteriore limite (rientrante o aggiuntivo rispetto alla franchigia), che comporta per la struttura assicurata anche un onere di gestione diretta del Sinistro e corrispondente liquidazione dello stesso. Per gli eventi avversi rientranti al di sotto del valore indicato nella S.I.R., di conseguenza, sulla struttura non incombe neppure l’obbligo di denuncia del Sinistro alla Compagnia di Assicurazione.

Il “sistema no fault” è una formula assicurativa che ha origine negli USA e viene applicata in un certo numero di Stati. Con tale sistema l’Assicuratore indennizza i danni al proprio Assicurato prescindendo dall’accertamento della responsabilità. I vantaggi sono determinati da risarcimenti più rapidi e certi, e da un minore ricorso alla medicina difensiva.

L’espressione indica il rapporto tra l’insieme delle spese ed i premi incassati. E’ il principale indicatore gestionale di una compagnia assicurativa del ramo danni.

Il medico, innanzi ad un paziente che deve essere sottoposto ad una terapia, ha una libertà di scelta che sicuramente deve concordare con il paziente – informandolo – ma la scelta deve essere fatta sui metodi e sulle terapie approvate dal mondo scientifico. Qualora il medico scegliesse, in alternativa, un rimedio che non rientra in quelli scelti dalla scienza medica, sarebbe accusato di colpa grave.

  • Agente: Il soggetto che gestisce la polizza per conto della Compagnia
  • Assicurato: La persona fisica o giuridica la cui responsabilità è protetta dall’assicurazione
  • Broker: L’Intermediario iscritto al Registro Unico degli Intermediari
  • Compagnia/Assicuratore: Impresa che esercita professionalmente e in forma esclusiva l’attività assicurativa
  • Contraente: Il soggetto che stipula il contratto di assicurazione, e si obbliga a pagare il premio
  • Fatti noti o Circostanze: Qualsiasi elemento o fatto suscettibile di causare una richiesta di risarcimento da parte di un terzo venuto a conoscenza dell’Assicurato mediante comunicazione formale con mezzo idoneo a garantire la certezza della data e la conservabilità della documentazione
  • Franchigia: Importo espresso in cifra fissa o percentuale della somma assicurata, che rimane a carico dell’Assicurato per ogni singolo sinistro
  • Indennizzo: La somma dovuta dalla Compagnia in caso di sinistro
  • Intermediario: La persona fisica o giuridica iscritta nel Registro Unico degli “Intermediari Assicurativi e Riassicurativi” (R.U.I.), di cui all’ Art. 109 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.209
  • Massimale: La somma che rappresenta il limite massimo di risarcimento contrattualmente stabilito, e che non potrà essere inferiore a Euro 1.000.000 per evento e in aggregato annuo per ciascun assicurato, fatto salva la possibilità di reintegrare il massimale, secondo le condizioni di polizza
  • Parti: Il Contraente, l’Assicurato, la Compagnia, l’Intermediario
  • Polizza: Il documento che prova l’assicurazione
  • Premio: Il costo della copertura assicurativa
  • Recesso: Scioglimento unilaterale del vincolo contrattuale
  • Rischio: La probabilità che si verifichi il sinistro
  • Sinistro: Il verificarsi del fatto dannoso per cui è prestata l’assicurazione
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